La scelta degli oggetti si divide in due categorie, “i
momentanei” e i “perenni”.
Quando compri una qualsiasi cosa, dici:
“ciao, tu farai parte della
mia vita per sempre” ,“finché durerai”.
Quando compri una qualsiasi cosa, dici:
“ciao, sei carino, ti tengo finché non mi sarò stancata, ti
compro non perché servi ma perché costi poco, la tua fine è di sicuro
quella di finire nell’indifferenziata, ma per ora non ci penso, lo farò quando
sarò stanca di te, o se trovo un oggetto
che mi piace di più .”
Rimane paradossale notare come spesso le persone che si
comportano in certi modi con gli oggetti tendono poi a riproporre lo stesso
comportamento anche nei rapporti con le altre persone: nelle amicizie
“io scelgo solo amici nella tonalità del mio rosa caramello”
Nella società del consumismo si consumano anche i rapporti
sociali e sempre più spesso famigliari.
Frustrazione continua che persone ipocrite della vita
riversano su chi gli sta intorno.
Frustrazione e insoddisfazione in loro stessi.
Il paradosso è che alla fine ci si comporta in questo modo con i più cari,
sai chi sono? sono quelli che ti mettono alla porta se non rispetti i requisiti
di superficialità che sono diventati assiomi assoluti della loro testa,i punti
che nella loro mente hanno. Non parlo di motivi seri di disguido ma di banalità
superficiali.
Eppure il sole splende su tutti.

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